Domenica 5 aprile 2026,"Festa di Pasqua"pastore Emanuele FiumeI Corinzi 15,19-28Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini. Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta; poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. Poiché bisogna ch'egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico che sarà distrutto, sarà la morte. Difatti, Dio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi; ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è eccettuato. Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti..
SermoneVittoria sulla morte| Quindi, siamo i più miseri di tutti se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto. Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, soltanto per la vita che viviamo e subiamo, allora siamo e resteremo dei calpestati che calpestano, continueremo ad avere i piedi di altri sulla testa e i nostri piedi sulla testa di altri. La notizia della Pasqua, del risveglio di Gesù Cristo dai morti, vuole evangelizzarci, rievangelizzarci. Se siamo entrati qui pensando che il cristianesimo è tutto in una buona morale e in sani principi per questa vita, la Pasqua ci invita ad aprire le orecchie alla notizia incredibile ma vera che il Crocifisso e sepolto ora è il Vivente, il trionfatore sulla morte, il primo dei risorti. Per il mondo la morte è l’ultima parola, per Dio è la penultima; noi pensiamo di essere nati per morire e invece Dio ha pensato di crearci per dargli gloria e per vivere nell’eternità presso di lui nella gioia. Cristo è stato resuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Questo è il dato. L’opera di Dio ha risvegliato il Cristo morto e l’ha restituito alla vita. Gli uomini l’avevano fatto passare dalla vita alla morte; Dio suo Padre l’ha fatto passare dalla morte alla vita, alla vita nuova. Tutti muoiono in Adamo, in Cristo saranno tutti vivificati. È un percorso parallelo al contrario. Adamo viene citato come simbolo della disobbedienza dell’umanità a Dio, e la disobbedienza di Adamo - che è la stessa nostra - produce morte. Gesù Cristo è stato obbediente a Dio fino a dare la sua vita come pagamento del riscatto per molti. Il figlio di Adamo, Caino, è il primo assassino, il primo che usa del terribile potere di queste nostre mani di dare la morte, di far passare dalla vita alla morte, perché la trasgressione produce morte. Gesù Cristo subisce la morte per mano degli uomini, ma Dio lo fa passare dalla morte alla vita. E questo è un potere che ha soltanto Dio. La discendenza di Adamo è sotto il giudizio di Dio, noi siamo sotto la disapprovazione di Dio per i peccati che commettiamo, per la nostra disobbedienza, e abbiamo sempre bisogno di chiedere “rimettici i nostri debiti”, cioè: perdona i nostri peccati. Gesù Cristo invece è stato completamente obbediente e fedele, e Dio lo risveglia dai morti, approva la sua opera e lo fa sedere alla sua destra. In Adamo la nostra umanità è votata alla morte; in Cristo la nostra stessa umanità è chiamata infallibilmente alla vita eterna. Sorge ora la domanda: “Se Cristo è vincitore, perché noi dobbiamo ancora morire? Perché non c’è ancora la presenza visibile del suo regno?” Perché le forze del male, le forze che vogliono mantenerci schiavi sono ancora presenti. Destinate alla sconfitta, ma ancora pericolose, desiderose di lasciare una scia di distruzione e di morte al loro passaggio come un esercito in ritirata. Gesù Cristo è già vittorioso, ma combatte ancora contro la morte, che non è solo la morte fisica, ma è la cultura di morte, è la violenza, la sopraffazione, la fame, l’ignoranza, la paura, la crudeltà, l’oppressione, l’ingiustizia, la guerra. Gesù è vittorioso contro tutte queste morti, sappiamo che le getterà a terra e le umilierà, ma le combatte ancora fino alla loro sconfitta totale. Noi vediamo il Cristo umiliato, deriso, strumentalizzato anche da cristiani come noi, quando lo assoldano – o lo assoldiamo – alla loro o alla nostra causa. E la risposta alle benedizioni delle cause umane che fioccano dalla Russia agli Stati Uniti, la risposta non è dire “Ah ma noi non siamo quelli che…”, ma è confessare il nostro peccato, la nostra piccola personale tentazione di sostituire la forza del diritto con il diritto della forza, e di annunciare il Risorto come il Sovvertitore delle forze terrene, come Colui che riduce i potenti e i prepotenti del mondo a tappeti! Sotto i suoi piedi! Questa è la reale contestazione alle prepotenze del mondo, alle guerre, alla violenza: l’accusa di noi stessi per come gestiamo noi il nostro piccolo potere, e l’annuncio che il Risorto avrà sotto i suoi piedi quelli che hanno il potere di distruggere il mondo. Questo dobbiamo dire, non che noi comunque siamo i migliori e che Gesù la penserebbe come noi. Noi società, noi singoli e anche noi chiesa siamo ancora vita vecchia, ma sopra di noi c’è Cristo risorto, c’è la vita nuova che giudica la vecchia in noi e nel mondo. Finché l’ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. E sarà distrutta non dall’ibernazione, non dalla ricerca scientifica, ma dalla vittoria di Gesù. Dalla vita nuova dell’umanità di Gesù che si manifesterà anche nella nostra umanità. Si combatte ancora, e duramente, ma c’è già il vincitore. Che ci chiama a seguirlo e a obbedirgli nel combattimento per partecipare alla sua vittoria e al suo trionfo. Poi verrà la fine, quando Gesù consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, affinché Dio sia tutto in tutti. Cioè, finché combattiamo in questa vita, Cristo ci guida, ci conduce, ci aiuta, esercita su di noi l’autorità di Dio stesso. Fino al momento che il combattimento finirà, allora la morte non ci sarà più e Dio sarà tutto in tutti. Cioè le nostre vite saranno rese del tutto conformi al progetto di Dio che le ha create e che le avrà risvegliate dai morti. Dio sarà tutto, perché non ci sarà altra realtà per noi che la presenza diretta di Dio. Sarà in tutti perché la sua opera sarà visibile in tutti quelli che ti staranno accanto. Se la parola di Dio dicesse soltanto “Dio sarà tutto” noi dove saremo? Dove saranno, ci saranno i nostri cari? Ma dice: “Dio sarà tutto in tutti”. In tutti. In tutti quelli che Dio ha tanto amato, che tanto ama e che anche noi amiamo. Dio sarà tutto in tutti non sarà la fine della nostra umanità, ma il nostro trionfo e la nostra esaltazione, la nostra perfezione e la nostra gioia. E le sperimenteremo trovando, incontrando la presenza di Dio completa in tutti quelli che saranno accanto a noi. Tutto Dio in tutti i fratelli e in tutte le sorelle. Una compagnia numerosissima, e in ciascuno Dio è tutto. La Pasqua, il risveglio di Cristo dai morti non risponde a una domanda di religione. Ci sono al mondo tante religioni che non conoscono la resurrezione, quindi si può essere religiosi senza affermare la resurrezione di Cristo dai morti. Ma questa resurrezione risponde a una domanda della vita. Perché sei al mondo? Facciamo un piccolo ragionamento. Siete cristiani? Se sì, dicendo “sono cristiano” tu porti il nome di un altro, di Cristo. Come se tu dicessi: “Io sono di Cristo”, quindi Cristo è il tuo Signore, cioè il tuo padrone. Cristiano, dov’è ora il tuo padrone? È il primo che è stato risvegliato dalla tomba, è in cielo alla destra di Dio, vivente e glorioso. Se tu sei suo, dovrai andare sempre più vicino a lui. E se lui ha vinto, hai vinto anche tu. E combatti con lui e aspetti che estenda su di te gli effetti della sua vittoria, come ti ha promesso. E per la forza di questa vittoria non c’è polvere che non possa restituire una persona, non ci sono secoli che non possono rivelarsi istanti. Quindi, la tua morte non sarà il sipario ultimo della tua persona. Oggi tu hai ascoltato e conosciuto la parola potente, la parola dirompente di vita che ti sarà detta dopo la tua morte. E tu dovrai ascoltarla. Poi, ti aspetta un nuovo rapporto con Dio e con i fratelli e le sorelle in cui Dio sarà esaltato in noi e noi in lui. Siamo al mondo per volontà di Dio, per dargli gloria e per essere nella gioia davanti a lui. Corrisponderemo perfettamente al progetto di Dio per noi. Figli suoi, proprietà di Gesù Cristo, nostro Signore, nostro Salvatore, nostro fratello, il primo dei risorti, il vincitore sulla morte. Se abbiamo questo Gesù, abbiamo e avremo tutto in una eternità che calpesterà tutte le potenze prepotenti del mondo e ci farà uscire per sempre da questa logica crudele, perché saremo più “noi” in Dio e meno “io”; sarà tutto Dio in tutti noi, in una gioia non immaginabile e non descrivibile. Le difficoltà che passiamo adesso saranno un ricordo senza dolore, che esalterà la nostra felicità e la gloria di Dio.
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